Regina fraz. di Lattarico

 

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Regina

Cenni storici

La frazione Regina sorge alle falde della Serra Pantolonata su uno sprone presso un affluente del torrente Coscinello a sud-est di Lattarico. Di particolare interesse è il rudere del castello medievale, un tempo di pertinenza dei Sanseverino di Bisignano. Suggestivi i resti del monastero di San Benedetto fondato nell'alto medioevo dai frati benedettini.

La chiesa dell'Immacolata Concezione ha un bel portale litico con arco a tutto sesto, il campaniletto a ventola e la cupola poligonale;
La Chiesa parrocchiale conserva ancora frammenti del portale lapideo rinascimentale e una rosa traforata monolitica a raggiera, opera dei scalpellini del seicento.
Tra i personaggi illustri va ricordato Giovanni Pizzullo da Regina, dell'Ordine dei Minimi.
Il suo operato fu rivolto essenzialmente all'istituzione dei legati Pii di Don Giovanni Pizzullo a cui devolse tutte le sue cospicue sostanze.
Nacque a Regina papa Innocenzo XII° , al secolo Ottavio Francesco Giuseppe Antonio PIGNATELLI. La testimonianza di questa illustre nascita, alla data del 21 gennaio 1626 , è conservata nel registro parrocchiale ai S. Giovanni di Regina. Inequivocabile , a questo proposito, la notazione, segnata sul margine sinistro del foglio del registro, nella quale si legge: "Fu Pontefice con il nome di Innocenzo XII° nel 1691. Fu un Pontefice savio e Santo, abolì il Nepotismo, con una celebre Costituzione, trasse dalla venerazione del Pontificato anche agli eretici. L'Arcip. Molinari di Acri ha notato la sua memoria".
Lattarico
La terra di Lattarico con quella molto più vasta e fertile di Regina, una delle frazioni dell'attuale entità comunale, costituiscono, nell'XI° secolo, uno dei primi possedimenti Normanni in Val di Crati.
Ed è nel 1079 che Roberto il Guiscardo dona in feudo al vescoso di Melfi la terra di Regina. E' quindi da supporre che a quel tempo Lattarico fosse addirittura casale di Regina.
Dopo il 1560 i feudi di Lattarico e Regina passano, per vendita fatta da Nicolo' Sanseverino, ai Barracco di Cosenza.
Di questa nobile famiglia rimane oggi solo lo stemma gentilizio scolpito in un sacrario o edicola funeraria, posta nella navata destra della chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari.
Dopo i baroni Barracco si alternano nel possesso due rami della famiglia Spinelli; prima i marchesi di Fuscaldo, poi i principi di Tarsia.
Da quest'ultimi i due feudi passano ai Marsico di Altilia.--Torna a inizio pagina