San Giacomo
fraz. di Cerzeto

Popolazione: 758
Altitudine: 440

Curiosità

siti correlati www.shenjapku.it

cenni storici dal II volume "La Diversità arberëshe

 

 

Shën Japku

Panorama visto da San Martino

Vicoli carateristici

Cerzeto (Qana in albanese) deriva dal latino quercus (quercia) perché nella zona abbondano i querceti. Le notizie storiche sono molto scarne e contrastanti. Alcuni studiosi sostengono che il centro sia stato fondato intorno al 1478 da alcuni profughi albanesi costretti a fuggire dopo l'invasione turca e la caduta di Croja; altri che il nucleo abitato risalga agli inizi del XVI secolo. Sembra, comunque, che questo territorio appartenesse a Pietrantonio Sanseverino, principe di Bisignano, che decise di ospitare la colonia di fuggitivi per intensificare in quel luogo l'agricoltura.
È probabile che nel XVII secolo Cerzeto fosse infeudato all'importante famiglia Cavalcanti. Maggiori i dati storici riguardanti le frazioni San Giacomo (Shën Japku) e Cavallerizzo (Kajverici). Sembra che la prima sia fondata da un gruppo di coloni albanesi che si spostarono dalla montagna Rrahji i Mushkavet (Passo delle Mule) a valle, dando vita all'abitato di Sancto Japoco (XV secolo). Qui fu anche costruita la chiesa dedicata a S. Attanasio.
Della frazione Cavallerizzo, invece, si è dibattuto sul nome: alcuni sostengono che si chiami così perché la zona era stata venduta dal principe di Bisignano a un cavallerizzo, altri perché in passato ospitava un allevamento di cavalli.
Pare che sia stata fondata da un gruppo di albanesi nei primi anni del '500. Inizialmente proprietà dei Sanseverino, nel 1606 passò ai duchi Orsini Gravina di San Marco Argentano.
Fu poi la volta del principe Spinelli di Fuscaldo (1629) e del marchese Dattilo di Cosenza (1774) che rimase proprietario del feudo anche dopo l'eversione della feudalità (1809).

A sud di Cerzeto, distante 1 Km circa ai piedi del Colle Serra dei Muli ( rakji mushkave ), coperto da secolari castagni, si trova la frazione di San Giacomo di Cerzeto ( Shën Japku). Prese il nome dalla Cappella di San Giacomo che alla venuta degli albanesi nel 1534 preesisteva alle falde del monte Sant' Elia

I Proverbi:
Copën e madhe haje e fjalën e madhe mbaje
(Il pezzo grosso mangialo e la parola grossa mantienila)

E di luga çë ka poçja
(Lo sa il mestolo quel che c'è nella pignatta)

Mos thuaj se nga ki krua nëng do ujë
(Non dire che da questa fontana non vuoi acqua)

Rrih me dru e pajtò me fjalë
(Picchia con il bastone e discuti con le parole)

Un vecchio racconto popolare sulla tomba del sole

La tomba del sole (Varra e diellit) Per spiegare il tramonto del sole a Cerzeto si racconta una storia affascinante. Si dice che un tempo c'era una ragazza bellissima di cui tutti i giovani erano innamorati. Le cantavano serenate e le rivolgevano parole d'amore. Un giorno, però, la fanciulla fu rapita dalle magare (streghe) che, invidiose della sua avvenenza, la portarono in montagna per farle un incantesimo e renderla brutta e storpia. Quando la ragazza si spogliò, però, anche le fattucchiere furono abbagliate dalla sua bellezza e rimasero a guardarla per tutta la notte. Al mattino fuggirono rubando gli abiti della giovane che, sola e sconsolata, cominciò a piangere . Il sole, allora, impietosito dalle lacrime e affascinato dalla sua bellezza intensificò i suoi raggi e fece fiorire le ginestre tutta la montagna fu coperta di giallo, la fanciulla cosi potè nascondere la sua solare bellezza. Alla fine della giornata, il sole, tornò dalla fanciulla, l'abbracciò portandola con sé dietro le montagne. Si racconta che da allora, ogni sera, il sole torni nella sua "culla" per riabbracciare la sua amata fanciulla. -----------------------Torna a inizio pagina

 

 

 

Costume Albanese

costume albanese

faggio di San Francesco

sullo sfondo la chiesa del Buon Consiglio